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Gennaro Malgieri sul Giorno del 12 settembre 2014

IL LIBRO de IL GIORNO di GENNARO MALGIERI

Quando eravamo emigranti. Gli italiani e il calcio in Brasile

Cento anni fa gli italiani emigrati in Brasile diedero un apporto decisivo allo sviluppo del movimento calcistico di quel Paese contribuendo alla sua definizione e, dunque, alla sua affermazione

Milano, 12 settembre 2014 - Per quanto possa sembrare incredibile, cento anni fa gli italiani emigrati in Brasile diedero un apporto decisivo allo sviluppo del movimento calcistico di quel Paese contribuendo alla sua definizione e, dunque, alla sua affermazione. Il 26 agosto 1914, mentre l’Europa si cimentava sanguinosamente nella prima guerra civile continentale, ed i nostri connazionali raggiungevano i lidi brasiliani in cerca di fortuna, spesso trattati come schiavi, una parte dell’elite italiana che aveva conquistato posizioni di una qualche importanza fondò la Società sportiva Palestra Italia dalla quale scaturì l’omonima squadra di calcio. Un’idea brillante per dare voce alla componente italiana in Brasile, ma anche per esplicitare una passione che ebbe la spinta decisiva dopo la tournée della Pro-Vercelli ed il Torino che entusiasmò i nostri emigrati ed incuriosì per i valori calcistici che espressero molti brasiliani che già amavano il futebol e lo stavano promuovendo in tutta l’America Latina.

Palestra Italia vinse il suo primo campionato nazionale nel 1920: tra le sue file primeggiarono due autentici fuoriclasse, Heitor e Bianco Spartaco Gambini. Da quella squadra, ricca di talenti, venne fuori una variante del futbol bailado e probabilmente senza di essa il destino del calcio brasiliano sarebbe stato diverso. Nel 1942, più per ragioni politiche che sportive o societarie, Palestra Italiana fu “costretta” ad assumere il nome di Palmeiras, considerata da storici e commentatori come la squadra “campione del XX secolo” per la quantità di titoli vinti, tra cui un Mondiale per club e la prestigiosa Coppa Libertadores (la Champions League europea). Nelle sue file, oltre ai campioni della Palestra Italia, hanno militato, tra gli altri, fuoriclasse come Djalma Santos, Evair, Julinho, José Altafini, Roberto Carlos. La “torcida” del Palmeiras è una delle più numerose potendo vantare oltre nove milioni di sostenitori. Chi lo avrebbe detto a quello sparuto gruppo di italiani appassioni di calcio ed in cerca di una rivincita sociale che la loro creatura, cento anni dopo, avrebbe continuato a far sognare non soltanto gli italiani del Brasile di quarta o quinta generazione, ma un’intera nazione. Si deve a Vincenzo Fratta, certosino ricercatore, la ricostruzione della storia entusiasmante (e poco conosciuta in Italia) di un’impresa straordinaria sotto tutti i punti di vista che ha avuto, come sottolinea l’autore in questo suo suggestivo libro, ricco di aneddoti e di profili, un impatto sociale e culturale di grande rilievo sia nella storia dell’emigrazione italiana che in quella sportiva di un Paese che ha dato il meglio che poteva al calcio. Un saggio originale, insomma, che si legge come un romanzo.

Vincenzo Fratta, Palestra Italia. Quando gli italiani insegnavano il calcio in Brasile, Ultra Sport edizioni